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Misteri * Archeologia Misteriosa * Piramidi In Europa Monday, December 09, 2019
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Piramidi in Europa! Minimize

Articolo Copiato dal  Forum  http://www.bosnian-pyramid.com/forum/viewtopic.php?t=48 che riassume la cronologia del evento


Scoperte tre antiche piramidi nascoste sotto le colline della Bosnia centrale appartenenti ad una comunità vissuta circa 12000 anni fa.

Tutto inizia nell'aprile 2005, quando un archeologo dilettante bosniaco, che vive da anni a Houston, negli Usa - Semir Osmanagic - crede di riconoscere nella forma delle colline di Visoko, quella di antiche piramidi viste in Sudamerica. Decide di approfondire e organizza un lavoro di scavo che sta portando alla luce costruzioni antiche. Ma il lavoro è solo all'inizio. La collina, anzi le tre colline soprannominate poi Collina del Sole, della Luna e del Dragone, sono ancora quasi intatte. Quindi è necessario continuare a togliere terreno.

La sommità sembra in effetti essere la parte superiore di un edificio. Occorre capire se ciò che è nascosto sotto le colline è pietra naturale o materiale da costruzione assemblato dall'uomo. Un archeologo egiziano invitato in Bosnia ha confermato che ciò che è stato portato in superficie assomiglia alle pietre usate per costruire le piramidi d'Egitto.

Il 10 gennaio 2006 l'ipotesi sembra confermata dal satellite Aster (costruito dalla Nasa e dal governo giapponese). Il satellite, in orbita dal 1999, rivela 'anomalie' dovute a strani valori termici nelle colline. Gli scavi hanno poi confermato che ciò è causato da terreno non compatto, da cunicoli e irregolarità sotto la superficie. Se gli scavi porteranno davvero a un sito archeologico con gigantesche piramidi simili a quelle egiziane e sudamericane, ma uniche in Europa, questa può diventare un'area archeologica tra le più importanti in Europa. E infatti anche l'Unesco, la Commissione Europea per i Beni Culturali e il Fondo Mondiale per la Protezione dei Monumenti se ne stanno interessando, come anche varie università: quella di Sarajevo e Tuzla (Bosnia Erzegovina), quella di Ein Sham (Egitto), e varie altre in Australia, Nuova Zelanda, Germania, Olanda, Norvegia e Stati Uniti.

Semir Osmanagic, lo scopritore, ha proposto una interpretazione generalmente criticata dalla comunità scientifica: ritiene che quegli edifici appartengano a una comunità vissuta in Bosnia circa 12000 anni fa. Infatti 12500 anni fa la maggior parte dell'Europa era coperta dai ghiacci, mentre l'Europa del Sud e i Balcani erano terre popolate da civiltà già complesse. Intorno al 12000 a.C. si verifica un cataclisma, seguito da innalzamento della temperatura e scioglimento dei ghiacciai, e molte terre vengono coperte dalle acque. Dopo molto tempo l'acqua si ritira e risalgono in superficie gli edifici di questa antica civiltà, oramai coperti da terra, humus e fango. E queste potrebbero essere le colline di Visoko.

Studiosi e accademici trovano l'interpretazione di Osmanagic fantasiosa e anzi ritengono che una crescente pubblicità di queste teorie coprirà la Bosnia di ridicolo. Secondo molti esperti ciò che sembra rivelarsi dagli scavi è invece materiale funerario della civiltà medievale di cui già sono noti a Visoki vari monumenti sepolcrali. Ciò che però resta sorprendente, sono le enorme dimensioni degli edifici coperti dalle colline: la più alta supera i 220 metri, altezza superiore a quelle delle piramidi egizie di Giza. In ogni caso, a qualsiasi periodo esso appartenga, il sito resta di grande interesse e ha portato in Bosnia molta vivacità. Non si parla d'altro, in un paese in cui poco prima si parlava solo della guerra recente. Anche per questo non ci si può che augurare la prosecuzione dei lavori.


Le piramidi

La piramide, contenuta nella collina che si eleva di circa 650 metri, raggiungerebbe un altezza di 220 metri in altezza, con una pendenza di 45 gradi e fianchi di 365 metri di lunghezza, risultando, se tali misure verranno confermate, più grande della Grande Piramide di Giza. Nel luogo sono state rilevate altre colline che potrebbero nascondere altrettante piramidi più piccole, per l’esattezza altre quattro, facendo della regione il più importante sito archeologico europeo.

La piramide di Visoko, la più grande delle costruzioni nascoste dalle colline, sarebbe simile a quelle sud americane, per questo le è stato assegnato il nome di "Piramide del Sole" e di conseguenza le altre hanno preso i nomi di "Piramide della Terra", "Piramide della Luna", "Piramide del Dragone"; tutte costruite nello stesso periodo dallo stesso popolo, una super civiltà risalente a oltre 12000 anni fa.

L’antichità delle costruzioni sarebbe confermata dal fatto che le rocce presentano alterazioni dovute alla loro permanenza secolare nell’acqua; se le piramidi rimasero sommerse lo furono dopo la fusione dei ghiacci alla fine dell’ultima glaciazione, avvenuta appunto circa 12000 anni fa, questo accerta che tali costruzioni erano già presenti all’epoca. Unendo l’apice delle piramidi del Sole, della Luna e del Dragone, con una linea, otteniamo un triangolo con gli angoli uguali, tutti di 60 gradi, un perfetto triangolo equilatero.

Le piramidi sarebbero collegate tra loro un sistema di cunicoli e gallerie sotterranee, ritenute a torto dagli storici miniere medievali di carbone. Il labirinto formato dalle gallerie è stato mappato da un gruppo di esperti che avrebbero anche trovato un sistema di ventilazione. Le immagini satellitari e i sondaggi eseguiti nel terreno hanno permesso di stabilire che la collina non può essere di origine naturale, ma opera dell’uomo.

Gli scavi procedono su tre lati: a Sud, in due diversi punti del plateau, sul lato nord e su quello a est.

Sul lato sud nella zona del secondo scavo del plateau è stata rilevata la scalinata e con essa blocchi di calcare e lastre in pietra arenaria, materiale non presente nella zona, lavorato e portato sul posto da altre località. Dagli scavi la conferma dell’esistenza di lastre usate per la pavimentazione lavorate a mano e strutture realizzate dall'uomo. I blocchi si sono preservati intatti grazie ai 15 centimetri di muschio che li ha ricoperti; questo ha permesso di rilevare le specifiche forme geometriche dei loro contorni. Chiaramente visibili i lati dei delle pietre e l’area dove sono unite; altrettanto chiari i punti di unione finemente basati. Uno dei blocchi rinvenuti presenta una forma circolare confermando la sua lavorazione manuale. I blocchi risultano tagliati in dimensioni precise con lo scopo di creare la struttura della piramide. Alcune pietre riportano incisioni circolari sopra la loro superficie che ricordano vagamente il segno del labirinto, come quella rinvenuta nella zona del plateau. Uno scavo di nove metri ha permesso di stabilire che il plateau è coperto di tali blocchi che seguono l’angolo della collina. Tutto l’accesso al plateau è pavimentato con lastre di pietra con uno spessore medio di 10 centimetri. L’intera collina è costituita da blocchi di arenaria. Il complesso delle pietre a est della collina è coperto da due metri e mezzo di terra; sul lato a nord le pietre si trovano a un metro di profondità e presentano uno spessore di 70 centimetri e i bordi intatti; il loro peso varia da 10 a 30 tonnellate. Le pietre sono sicuramente lavorate e trasportate sul luogo attraverso l’uso di una tecnologia non in possesso dell’uomo dell’età della pietra.


Una conferma?

un geologo egiziano, Aly Abd Barakat, inviato dal Cairo per verificare l’autenticità della scoperta sembra aver dato una prima importante conferma alla scoperta di Semir Osmanagic. "Secondo me ci troviamo di fronte ad una piramide primitiva di un tipo finora sconosciuto.... è difficile per la natura creare blocchi di pietra simili." Il geologo egiziano sembra dunque aver confermato che le pietre trovate sul sito della piramide sono opera umana e non naturale, tale conferma viene sia dalla forma delle pietre che dalla loro inclinazione. Inoltre, la sabbia trovata tra i vari strati di roccia sembra essere simile al cemento che era stato usato nelle piramidi di Giza.

Ali Abdullah Barakat, membro dell'Autorità cairota per le risorse minerali nonché inviato personale di Zahi Hawaas, suprema autorità nell'egittologia, si è arrampicato sulla collina di Visocica, ha ridisceso il suo lato Nord, ha scavato fra lastre di arenaria grattando negli interstizi e poi parlato con la tranquillità di chi è sicuro del fatto suo. "Credo che per la natura sia difficile tagliare blocchi di arenaria con tanta precisione e orientarli tutti in una direzione, a mio parere qui sotto c'è una piramide primitiva, ma non saprei di quale epoca. I blocchi però sono tenuti assieme da un impasto di sabbia e argilla che ritroviamo identico nelle più antiche piramidi egiziane. Se poi mi chiedete cosa ci facevano qui gli egiziani dodicimila anni fa o se gli illiri praticassero il culto del Sole rispondo che non lo so, anche se questa è una delle domande più affascinanti che siano mai state poste."

"In questa valle - dice - fra i dieci e i dodicimila anni fa qualcuno ha costruito tre piramidi: questa del monte Visocica, che io chiamo del Sole, una seconda sotto la collina di Pljesevica, quella della Luna, e una terza che è la piramide del Dragone. Abbiamo trovato traccia di un sistema di gallerie che doveva collegare le tre costruzioni, l'abbiamo esplorato solo in minima parte ma non poteva trattarsi di gallerie minerarie, come qualcuno ha detto, perché qui non ci sono mai state miniere. Adesso però bisogna affrontare il problema più grande, quello che può far riscrivere la storia dell'umanità: chi poteva costruire piramidi quando l'Europa era ancora primitiva?."

Le ipotesi che rincorrono sono di quelle fanno girare la testa, quindi per ora è meglio restare ancorati ai pochi elementi certi. La valle del Visoko è area di insediamenti antichissimi, collocata a ridosso delle montagne, vicina ai collegamenti di fondovalle con Sarajevo e Zenica, rifornita d'acqua dal fiume Fojnica. Una sorta di terrazza naturale affacciata sull'Adriatico abitata già quattromila anni fa, il museo del professor Hodovic accoglie numerosi reperti dell'era neolitica. Avvicinandosi un po' di più ai nostri tempi, la valle venne sicuramente abitata da una potente tribù illirica, quella dei Dassareti, e nel 9 avanti Cristo occupata dai romani. La città di Visoko fu fondata da un pascià turco-albanese, Ajas Beg, e nei secoli successivi fu anche capitale del primo regno bosniaco e sede di un sovrano dall'impronunciabile nome di Tvrtko Kotromanic. In questa valle la storia si è concentrata, dunque. Forse troppo. Man mano che gli scavi proseguono l'attenzione della comunità scientifica comincia a concentrarsi su un angolo di Bosnia talmente appartato dall'essere riuscito a sfuggire anche i peggiori massacri della guerra. Si avvicina il momento in cui cattedratici insigni formuleranno teorie sui misteriosi costruttori: gli illiri sono fuori questione, a malapena costruivano capanne, in questa zona non risultano passaggi di Ramsete o congiunti e neppure collegamenti col Machu Picchu ma per i bosniaci questi sono dettagli.


Le prime ricerche

La scoperta delle piramidi a Visoko, cittadina famosa per le salsiccie e la pelletteria, ha i contorni tipici di una storia bosniaca, perennemente in bilico tra la scoperta sensazionale e la farsa di periferia. La piramide di Visoko è tutt’altro che invisibile: semplicemente è la collina che sovrasta la città: sono gli occhi di tutti da sempre. La cittadina è infatti adagiata ai piedi di una collina che ha una forma piramidale, sorprendentemente regolare, foto e stampe d’epoca l’hanno ritratta da sempre così.

È su questa collina che si è concentrata l’attenzione di Semir Osmanagic nell’agosto del 2005, quando ha cominciato i primi sondaggi. In breve questa è divenuta la Piramide del Sole. Ma non basta, poco dopo, Osmanagic ha scoperto altre due piramidi, la piramide della Luna e quella del Dragone, più piccole e meno evidenti. Osmanagic, che ama indossare un cappello da cowboy è ben presto stato rinominato ”Indiana Jones bosniaco”. Le piramidi, secondo Osmanagic sono vecchie di circa 12,000 anni ed appartengono ad una civiltà che fioriva in Bosnia, mentre il resto d’Europa era coperto di ghiaccio. La stessa piramide del sole è alta 220 metri, notevolmente più alta delle piramidi in Egitto.

Tutte queste piramidi sono ora coperte di terra e vegetazione, che le fanno assomigliare alle innumerevoli colline bosniache.... ma gli scavi, iniziati nell’aprile scorso hanno portato ben presto alla scoperta di lastroni di pietra squadrati e inclinati verso l’alto. Oltre a ciò tutta una serie di indizi e prove che sembrano indicare che qualcosa in effetti ci sia sotto la terra e gli alberi: le colline-piramidi sembrano dissipare il calore in modo maggiore che le aree vicine, indizio dell’esistenza di una serie di tunnel, che dopo esser stati esplorati sembrano indicare anch’essi di essere opera dell’uomo. Ben presto, è stata creata una fondazione, “La fondazione del parco archeologico delle piramidi del Sole bosniache” (www.piramidasunca.ba), che con un sito aggiornatissimo tiene informati sugli sviluppi degli scavi e raccoglie l’interesse dei possibili donatori.


Ma la comunità scientifica dice no...

La comunità scientifica bosniaca si mostra più che scettica della scoperta di Osmanagic e in Aprile in una lettera aperta pubblicata sui maggiori giornali bosniaci, 21 scienziati e esperti hanno messo in dubbio la scoperta di Osmanagic, definendo l’intera vicenda un brutto circo.
Più di recente, Blagoje Govedaric insegnante di archeologia dell’Europa orientale, dalle colonne di Dani ha smentito ancora una volta la tesi di Osmanagic, tacciandolo di dilettantismo e dicendo sostanzialmente che prima o poi l’opinione pubblica mondiale si renderà conto dell’insensatezza delle teorie di Osmanagic e ciò potrebbe coprire di ridicolo l’intero paese. I detrattori di Osmanagic sostengono che le pietre trovate sul fianco della montagna non sono altro che pietre tombali di un’antica necropoli medievale collegata ai resti medievali presenti in cima alla “piramide”. E qui, dicono, nulla di nuovo, perchè tale cittadina medievale è conosciuta da sempre.


Una copertura mediatica mondiale

Ma la storia, ha ricevuto una copertura mediatica mondiale. Le maggiori testate hanno coperto la vicenda: CNN, BBC, ZDF, CBS, il New York Times, l’International Herald Tribune, il National Geographic hanno coperto la storia dando risonanza mondiale alle scoperte di Osmanagic. Il tono dei media è doverosamente scettico senza sbilanciarsi, ma ogni servizio dei media finisce puntualmente sul sito web della Fondazione.... In Italia, solo l’Ansa e l’Osservatorio dei Balcani sembrano avere coperto la storia. La presenza dei grossi media internazionali e della CNN sembra dare un crisma di ufficialità alle scoperte di Osmanagic, che nel frattempo è assurto a personalità mediatica, grazie anche alla telegenicità del suo look e al perfetto inglese che può sciorinare di fronte alle telecamere.


Verità o bufala?

Intanto sotto questa collina continuano a rivelarsi le scalinate di una piramide che un profano definirebbe Inca. Le prospezioni rivelano un intrico di gallerie, le foto del satellite mostrano tracce di un sistema complesso che dominava l'intera valle.


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Articolo Aparsso in rete trovate il link sotto
http://digilander.libero.it/primuleverdi/cultura/malanotte/piramidi_montevecchia.html

SCOPERTE TRE PIRAMIDI ANTICHE FRA LE PREALPI

Il Po come il Nilo : scolpite nella roccia , orientate esattamente come quelle della piana di Giza in Egitto.

Potrebbe essere un'eccezionale scoperta archeologica.
Che cosa sono quelle tre grandi strutture piramidali ? Vincenzo Di Gregorio, presidente dell'associazione "Archeologia e passato", esplora da tempo con i suoi collaboratori l'ampia area boschiva di cui è circondato il suo paese, Montevecchia , in provincia di Lecco.
Vent'anni fa è anche divenuta parco regionale della Regione Lombardia ,
ma proprio lui non si era accorto di che cosa stava calpestando.

Solo mentre stava analizzando una foto aerea realizzata dalla Regione Lombardia allo scopo di evidenziare i perimetri del Parco, notò la presenza, del tutto insospettata, di un gruppo di tre strutture. La loro forma era di tipo piramidale ; e alla prova di un sopraluogo diretto, hanno rilevato di non costituire rilievi naturali, bensì opere di architettura.

Incredibile delle piramidi antiche appena sotto le Alpi ?

Il professor Di Gregorio , esperto in materia, ha approfondito gli studi ed è giunto a queste prime fondamentali conclusioni: le tre Piramidi si trovano nel Parco Regionale della valle del Curone in provincia di Lecco e sono scolpite utilizzando un costone roccioso naturale pre-esistente. Un po' come è stata scolpite la sfinge egiziana.

Si tratta di strutture artificiali alte 40-50 metri , scolpite secondo un andamento a "gradoni" caratteristico di molte tipologie di piramidi del vecchio e del nuovo mondo, edificate da civiltà monumentali e città-stato.

E' stato escluso che siano state costruite per scopi agricoli, cioè per ospitare sui terrazzini orti da coltivare: il terreno è roccioso, tanto che l'ente Parchi ha denominato l'intera area "prati magri" perché vi crescono solo erba e fiori rari.

La prima della tre Piramidi ,quella in basso ad ovest , è stata chiamata " la collina dei tre pini" o "la collina dei cipressi" per la presenza sulla sommità di una cerchia di 12 cipressi, intorno ad un masso di granito.

La seconda, al centro , è stata chiamata "Belvedere Cereda" ,

mentre la terza, spostata verso est, è quasi ricoperta da una fitta boscaglia.

Il professor Di Gregorio ha anche ipotizzato una datazione relativa, indicando un periodo compreso tra i 4000 e i 5000 anni fa (quindi intorno al 3000 a.C.), dedotto dalle date di introduzione delle tecniche agricole che in diverse bioregioni del Mondo sono strate documentate tra il 12000 e il 7500 a.C.
Recenti scoperte di tipo archeologico e archeobotanico ci descrivono l'ingresso nella pianura padana, nel 4500 a.C. , di popolazioni agricole proveniente dall'Anatolia e dai Balcani via terra che penetrarono nel Veneto attraverso Trieste e in soli 400 anni distrussero le foreste , giungendo sul nostro sito intorno al 4000 a.C.

IN RAPPORTO A ORIONE

Attualmente gli studi sono concentrati sulla seconda piramide, per la quale sono in corso accordi per campagne di scavo patrocinate dalla Regione Lombardia.

Sembra, infatti, che vi siano tracce di una costruzione di epoca celtica (intorno al 500 a.C.) che si trova sulla sommita ad una profondità fra 90 cm e 2 metri.

I lati di tutte e tre le costruzioni hanno la stessa inclinazione, di circa 44 gradi, e sono perfettamente orientate con una precisione inferiore al mezzo grado.
Ma la cosa più interessante è che sono orientate come quelle egizie della piana di Giza : Cheope, Chefren e Micerino, la cui disposizione rispecchia a terra la posizione che le tre stelle della cintura di Orione avevano assunto in cielo nel 10500 a.C., cioè 12500 anni fa.
Intervallo che corrisponde a un semiperiodo del ciclo della precessione degli equinozi (25920 anni).
L'osservazione di queste stelle era importante perché consentiva di calcolare con precisione la levata eliaca di Sirio (in greco Sothis), a cui seguiva in coincidenza col solstizio d'estate, il verificarsi della piena del Nilo.
Una catastrofe rigeneratrice del cosmo da cui dipendeva la fecondazione dei campi e dei prati e quindi il buon andamento della stagione agricola e allevatoria.
Il calcolo si eseguiva prolungando in giù verso l'orizzonte la linea formata dalle tre stelle. Quando si erano alzate di venti gradi , venivano seguite da Sirio nel punto dell'orizzonte verso cui erano rivolte.
Questo momento era atteso con ansia e grande doveva essere il sollievo nell'assistere a questa grande apparizione. Intorno all'inondazione fiorirono miti, riti, feste e sacrifici di cui ci hanno dato notizia gli autori antichi (Erodoto, Plutarco).
Un aspetto significativo della religione Egizia era costituito dalle concezioni riguardanti il destino stellare dell'anima del faraone defunto che, identificato con Osiride, saliva alle stelle circumpolari.
Osiride era identificato con Orione perché partecipasse alla sua immortalità. Il mondo stellare di Orione era indicato come il Duat e i Testi delle Piramidi erano scritti magici che miravano ad assicurare al Re morto la stessa rinascita toccata al dio Osiride-Orione .
Essi infatti recitavano solennemente "il Duat ha afferrato la mano del re nel punto dove si trova Orione" . " O re Osiride , recati alla via d'acqua possa una via di stelle fino al Duat stendersi per te nel punto dove si trova Orione".

La disposizione delle piramidi egizie e brianzole cerca comunque l'impronta di una comune epistemologia , che già costituisce una preziosa etnofonte per mettere alla prova l'ipotesi di una datazione assoluta che dovrà tener conto della relazione tra lo specchio del cielo delle piramidi padane, di cui bisognerà studiare con precisione l'orientamento per vedere a quale livello della situazione precessionale corrispondono.
Secondo gli antichi, il numero precessionale con i suoi sottomultipli (25920, 2160, 72), indicava il concetto di "Eterno Ritorno" all'Età dell'Oro, che a sua volta era collegata al mito della Fenice , riprodotta sul Benben , un sacro meteorite.

MITO DI FETONTE FRA GANGE, NILO E PO

I meteoriti, specialmente quelli di ferro, pesantissimi, venivano divinizzati e fatti oggetto di culto in molte civiltà. Sappiamo dai dati della dendrocronologia che micidiali proiettili meteorici, provenienti dalla cintura di Orione, bombardarono l'Egitto tra il 2354 e il 2345 (fase finale dell'Antico Regno) ,
ed è assai probabile che in futuro si scopra che ne erano caduti anche prima.
Dall'osservazione scientifica di questo tragico evento , nacque probabilmente il mito di Fetonte ricordato da Ovidio nelle Metamorfosi , che narra come la catastrofe da lui provocata bruciò non solo il Nilo, l'Eufrate e il Gange ma anche le Alpi fino a cadere nel Po.
In particolare, in una versione del mito di Fetonte presente nell'escatologia mitraica, il dio solare dà al figlio Fetonte la guida del carro cosmico per un viaggio dal quale deriverà l'incendio universale (ekpyrosis, Bertocchi A.1999).

Ebbene il mito indica chiaramente come un incendio simile possa essersi verificato anche nella valle Padana, nei pressi del Po in una località nella quale i Padani indicavano, secondo la tradizione popolare raccolta da Aristotele (Mirabilia), il luogo in cui era caduto Fetonte. Si trattava di un lago dalle acque calde e pestilenziali, quali si addicono a un luogo in cui un incendio abbia provocato la decomposizione della vegetazione e degli animali, potremmo dire un luogo infernale, un Acheronte.
Ebbene, proprio Akeru è il nome di una divinità egiziana che personificava le porte della terra attraverso le quali il dio sole deve passare ogni mattina.

L'Akeru è citato già nei testi delle Piramidi ed è raffigurato nell'aspetto di un duplice leone con le teste volte in direzione opposta.
Per questo gli egittologi stanno cercando una seconda sfinge nella piana di Giza. Akeru potrebbe costituire un'enorme etnoforme archeolinguistica.
Il suono di questa parola ricorda qualcosa : Akeru , Acheronte, (A) Kerundo, Gerundo (Gherundo).
Il lago Gerundo ?
Era descritto come pestilenziale e anticamente si estendeva fino al Po all'altezza del fiume Adda.

La liberazione della Padania passa anche per la liberazione dai luoghi comuni che la vogliono terra di buzzurri, civilizzata (ma a stento e non del tutto - per nostra fortuna), dai romani , la cui storia ci è fin troppo nota.
Le radici della nostra identità molto profonde, un abisso affascinante e quasi inesplorato che ci porterà ad un processo di riappropriazione autentica della nostra identità bioregionale, come parte di un'identità di specie, aperta con il dialogo costruttivo con tutti i popoli che, recuperando come noi a pieno titolo la loro identità, contribuiranno alla correzione degli errori di una globalizzazione ecocida e etnocida.

di Antonia Bertocchi
18-09-01

fonte :Proloco Montevecchia

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